Il Pianeta Vallefelice
Giangiacomo è un papà meraviglioso che tutti vorrebbero avere. Egli è un giovane di bella presenza, abile, intraprendente, solare, gentile e sognatore.
Ha un bambino simpatico e carino di nome Federico che è la ragione ed il sole della sua vita. Egli stravede per lui e gliele dà tutte vinte. Gli dedica tutto il suo tempo libero, quando il suo lavoro glielo permette. Lo porta ai giardinetti, allo zoo, al Luna Park ed insieme formano una accoppiata vincente.
Mamma Teresa non apprezza il comportamento del marito perché al bambino non si può dare tutto quello che desidera perché altrimenti si abitua male e diventa capriccioso e viziato. Ma papà Giangiacomo non riesce a dire no al suo cucciolo. Non solo perché lo ama immensamente, ma soprattutto perché vuole farsi perdonare la sua prolungata assenza. Egli infatti svolge un mestiere pericoloso e non usuale che lo porta lontano da casa per tanto tempo. E’ un astronauta e non sta a casa come gli altri papà, ma va in missione nello spazio e rimane là per molti mesi e così non vede il suo piccino. Papà Giangiacomo fin da piccolo desiderava diventare un astronauta e di andare nello spazio per conoscere quel mondo sconosciuto e misterioso che lo affascinava tantissimo. La notte tante volte sognava di guidare una navicella e di andare nello spazio a vedere da vicino i pianeti e gli altri corpi celesti. Quando però si svegliava e si accorgeva che era solo un sogno ci restava molto male. Nel corso degli anni egli si è tanto impegnato nello studio per diventare astronauta e si è allenato parecchio per raggiungere un’ottima forma fisica necessaria per affrontare le missioni spaziali. Oggi è un’astronauta tanto apprezzato e famoso tanto che i suoi superiori gli affidano sempre le missioni più importanti e pericolose.
Ogni volta che papà Giangiacomo parte in missione si commuove nel baciare il suo bambino e Federico dal canto suo si rattrista e prega il papà di restare con lui ancora un poco. Ma Federico lo sa bene che il papà deve andare a lavorare per portare i soldini a casa. Appena il papà parte per lo spazio Federico incomincia a contare le ore ed i giorni che lo separano da lui. Quando papà Giangiacomo rientra a casa si fa festa.
Federico aspetta con impazienza l’arrivo del suo caro papà e guarda continuamente dalla finestra e quando vede il taxi fermarsi davanti casa egli corre come il vento e viaaa… ad abbracciarlo.
Il papà quando lo vede arrivare lascia cadere a terra i bagagli, lo solleva in alto, lo racchiude nelle sue braccia forti e muscolose e poi lo copre di baci.
Federico lascia riposare un po’ il papà e poi … come sua abitudine, lo costringe a sedersi accanto a lui sul divano e si pone in ascolto. Egli prima di tutto vuole sapere quello che ha fatto in tutto quel tempo che è stato via da casa e poi vuole che il papà gli racconti una bella storia. Papà Giangiacomo non sempre ha una storia da raccontare e così per accontentare il figlioletto l’inventa di sana pianta dato che possiede una fervida fantasia. Federico poi quando va a scuola la racconta ai suoi compagni che nell’ascoltarla rimangono a bocca aperta perché è molto bella, fa sognare e li conduce verso nuovi mondi.
Oggi Federico aspetta con ansia ancora una volta il ritorno del papà dallo spazio e già pregusta quel momento magico quando egli si siede accanto a lui e gli narra un’altra nuova storia . Questa volta il papà ha in serbo per lui una storia vera e bellissima che ha vissuto in prima persona.
Papà Giangiacomo quando entra a casa e vede il figlioletto gli dice subito sorridendo – Sapessi cosa mi è successo!!!
Il bambino sentendo quelle parole si incuriosisce e sollecita il papà a raccontare. Papà Giangiacomo dopo una breve pausa comincia col dire che un giorno mentre girovagava per l’universo notò un pianeta che non aveva mai visualizzato prima. Era diverso dagli altri pianeti perché aveva una forma ovale ed era più grande degli altri. Dopo avere fatto un giro di perlustrazione, sicuro che non c’erano pericoli, atterrò con la sua navicella sul pianeta. Si guardò intorno e non vide anima viva. Ad un tratto apparì dal nulla un signore vestito in modo strano. Indossava una tuta fosforescente, un casco, un paio di occhiali scurissimi e dei lunghi stivali. Papà Giangiacomo gli chiese come si chiamava quel posto e perché era vestito in quel modo.
L’uomo non rispose nulla, restò muto come un pesce. All’ improvviso l’ abitante del pianeta cominciò a fare dei segni con le mani e papà Giangiacomo capì che non parlava il suo linguaggio bensì quello dei segni.
Il papà continua la storia dicendo che quel nuovo pianeta è vicinissimo al sole e gli abitanti corrono il rischio ogni giorno di bruciarsi per questo indossano quell’abbigliamento strano ed ingombrante e hanno collocato davanti alle loro case degli ombrelloni giganteschi per ripararsi dai raggi roventi del sole.
Il bambino riflette un po’ e poi esclama: -Papà cosa si può fare per loro?
Papà Giangiacomo gli rivela che lui ha inventato e costruito per loro uno schermo protettivo antisolare e un pararaggi, uno strumento speciale che assorbe i raggi solari e poi li riflette con minore intensità sul pianeta. Grazie a questi due strumenti la natura in quel luogo da arsa e bruciata che era è diventata rigogliosa, verdeggiante e colorata. Gli abitanti del pianeta hanno riacquistato la voce che avevano perso a causa del troppo caldo e ora possono parlare liberamente. Essi sono molto felici perché la loro vita è cambiata totalmente, hanno acquistato la libertà e non temono più il sole. Gli abitanti del pianeta, dice il papà a Federico, hanno organizzano una bella festa in suo onore per ringraziarlo dell’aiuto dato. Da quel giorno essi hanno cambiato il nome al loro pianeta da Valleinfuocata a Vallefelice perché esso è diventato ormai un meraviglioso giardino ed un luogo vivibile.
Federico alla fine del racconto si commuove e gocce di lacrime solcano il suo viso e pensa tra sé che il suo papà non è solo un bravissimo astronauta ed un genio, ma possiede anche un cuore grande come l’universo.